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Storia

Storia antica

Antichi documenti comprovano la presenza umana nella Valle d’Aosta durante il III millennio a.C. (età Neolitica): ritrovamenti archeologici testimoniano il passaggio dell’uomo durante le Età del Bronzo e del Ferro. I Celti, popolazione proveniente dalle terre del cuore dell’Europa, penetrarono nella Valle tra i secoli VIII e V a.C.: le tribù celtiche e le popolazioni locali si fusero dando origine ad un nuovo popolo, i Salassi. Una conferma dell'origine celtica dei Salassi è data da alcune parole, quali "berrio" (= pietra) e "bletsé" (= mungere), del patois valdostano. Questo popolo difese le proprie terre fino alla conquista ad opera dei romani (anno 25 a.C.): la Valle rappresentava, infatti,  uno dei percorsi più agevoli per attraversare le Alpi e Cesare ne aveva bisogno sotto il profilo militare e strategico per poter raggiungere la Gallia (Valico del Piccolo San Bernardo) e l’Helvetia (Valico del Gran San Bernardo). I Romani costruirono un’ampia strada e fortezze come Augusta Praetoria (l’attuale Aosta): di quell’epoca rimangono strade, acquedotti e ponti. Non tutti sanno che Aosta, dopo Roma, è la seconda città con i maggiori reperti e ruderi Romani. Altre città furono fondate lungo la valle della Dora Baltea: Quart (Ad quartum lapidem, cioè «alla quarta pietra miliare della via delle Gallie»), Chétoz (Ad sextum lapidem, «alla sesta»), Nus (Ad nonum lapidem, «alla nona»), Diémoz (Ad decimum lapidem, «alla decima»), che indicavano la distanza a partire da Aosta. Altri borghi e guarnigioni militari erano Verrès (Vitricium), Châtillon (Castellio), Charvensod (Calventianus), Gressan (Gratianus) e Jovençan (Joventianus). I coloni Aymus e Avilius diedero il nome a Aymavilles.

 

Medioevo, Rinascimento e Secoli XVII e XVIII

La Valle fu contesa e conquistata da numerosi popoli: Burgundi, Ostrogoti, Bizantini e Longobardi. Nel 575 fu siglata la pace tra il re merovingio di Borgogna e Orléans Gontrano e i Longobardi. I Franchi ottennero il controllo dei colli alpini, e i Longobardi dovettero cedere la Valle d'Aosta e quella di Susa. La frontiera tra la Borgogna e la Lombardia fu fissata a Pont-Saint-Martin. Inserita nel Regno di Borgogna nel 904, nel 1032 divenne contea di Umberto Biancamano: da allora il suo destino fu legato alla dinastia sabauda, che nel 1302 la trasformò in ducato e le concesse sempre ampia autonomia. Rappresentante del conte di Savoia era il balivo, che sino al Trecento era chiamato podestà. Date le caratteristiche naturali della regione, la nobiltà feudale ebbe a lungo un peso preponderante nella sua storia politica e sociale e i numerosi forti e castelli furono centri di vita politica, economica e culturale, oltre che militare.

Nel 1496 viene istituita la dignità di governatore e luogotenente del Ducato di Aosta che fa perdere di importanza il ruolo del balivo. Risale a questo periodo anche la Chronique de la maison de Challant, prima opera storiografica conosciuta sulla Valle d'Aosta, scritta da Pierre Du Bois. Nel 1536, in seguito all'invasione da parte di Francesco I di Francia dei territori di Casa Savoia (tranne che della Valle d'Aosta), fu istituito il Conseil des Commis. L'anno seguente venne firmato un trattato di neutralità tra la Valle d'Aosta e Francesco I di Francia. Nel 1630 la peste colpì pesantemente la popolazione uccidendone due terzi degli abitanti. Alla fine del XVII sec. la Valle d’Aosta fu occupata due volte dalle truppe francesi.

 

Fascismo

Il fascismo cercò di italianizzare la Valle d'Aosta, con la soppressione delle scuole nei piccoli villaggi, con l'instaurazione dell'uso esclusivo della lingua italiana negli uffici, con la soppressione dell'insegnamento della lingua francese, con l'italianizzazione dei toponimi valdostani, con la soppressione dei giornali in lingua francese e con il divieto dell’utilizzo del francese nella stampa. Nella regione si organizzò una società segreta, chiamata Ligue valdôtaine con il fine di difendere l'utilizzo della lingua francese e l'identità valdostana. Parallelamente, un'intensa attività partigiana cominciò a diffondersi nelle vallate. La resistenza valdostana portò alla dichiarazione di Chivasso, siglata insieme coi rappresentanti delle vallate alpine francoprovenzali limitrofe, per la difesa del particolarismo delle comunità alpine.

 

Autonomia

Diventata circoscrizione autonoma nel 1945, con Federico Chabod primo presidente, ottenne dalla Repubblica Italiana la concessione dello Statuto speciale nel 1948. Economicamente, per molti secoli, la Valle d'Aosta visse solo di agricoltura e di pastorizia, con la diffusione di piccole proprietà spesso insufficienti alla sussistenza dei contadini e dei pastori, costretti a spostarsi in Francia o in Svizzera per lavori stagionali, o a emigrare definitivamente. Solo dopo la Seconda guerra mondiale ci fu l'inversione delle tendenze demografiche ed economiche, con uno sviluppo turistico ed industriale che produsse un fenomeno immigratorio. Attualmente la regione, che ha una popolazione di 119.548 abitanti, ha uno tra i redditi pro-capite più alti in Italia, perlopiù grazie allo sviluppato benessere industriale del nord Italia che trasformò la Val d'Aosta in una delle mete turistiche preferite.

Il bilinguismo e gli altri idiomi: il franco-provenzale e il walser

In Valle d’Aosta, le indicazioni stradali riportano testi bilingui (francese ed italiano) e quasi tutti i toponimi e i cognomi locali sono di derivazione francofona.

Nel 1948, lo Statuto speciale di autonomia sancisce la parità delle lingue italiana e francese in Valle d’Aosta. Un’ulteriore ricchezza linguistica: in alcuni comuni della valle del Lys la popolazione Walser parla dialetti di ceppo tedesco, il titsch e il toitschu.

 

Miti e leggende

Miti e leggende sono, com'è noto, narrazioni legate alle tradizioni dei popoli, i cui protagonisti avvicinano creature di dimensioni intangibili: dei, eroi, streghe, fantasmi, demoni o santi.

A volte, i racconti parlano delle origini fantastiche della morfologia ambientale o di eventi e personaggi storici trasformati dalla fantasia: si raccontano le ”presenze” di un armigero del 1600 nel castello di Saint Marcel, di una donna morta per un reato non commesso, nel 1500, nel castello di Quart.

Infine è celebre la “storia” della Contessa Bianca Maria di Challant nel castello di Verrès , da lei abitato tra il 1522 ed il 1525: essa aveva appena vent'anni quando, a causa di una falsa accusa, venne processata e condannata alla decapitazione. Si racconta che il suo fantasma appaia, in estate, nei pressi della fontana ottagonale collocata nel cortile del castello.