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Geositi

Un geosito è un elemento fisico del paesaggio che ci circonda, ad elevato interesse geologico e geomorfologico: ogni geosito è caratterizzato da un alto valore scenico paesaggistico al quale si aggiungono rappresentatività, esemplarità didattica, rarità e valore scientifico: importanti testimoni della storia del nostro pianeta, sono un‘occasione per svelare tutti gli aspetti della geologia del paesaggio.

I geositi presenti in Valle d’Aosta e degni di essere visitati sono dieci:

 

BARD

Luogo denso di storia e di cultura, affianca alle sue bellezze architettoniche (l’omonimo Forte, le case signorili) aspetti paesaggistici di notevole pregio. L’area antistante il borgo è infatti morfologicamente costituita da grosse gobbe rocciose che rivelano i segni dell’azione erosiva del ghiacciaio Balteo che, fino a circa 10000 anni fa, fluiva lungo l’asse vallivo principale, colmandolo con potenti spessori di ghiaccio.

 

BECCA FRANCE

Il ripiano su cui sorge il villaggio di Thouraz (frazione di Sarre), è un luogo ameno e tranquillo che si pone in netto contrasto con l’enorme squarcio presente nella montagna posta ad occidente: la Becca France (2.312 mt). L’evento franoso costituisce la più grande catastrofe naturale nota che abbia colpito la Valle d’Aosta. Il distacco della frana avvenne il 6 luglio 1564 alle 6 del mattino, provocando la distruzione dell’antico villaggio e la morte di 500 persone. Ancor oggi è possibile osservare l'imponente nicchia di distacco della frana che occupa l’intero versante orientale e la zona di accumulo.

 

CHAMPLONG

Nel cuore del Parco Nazionale del Grand Paradiso, in un contesto dominato dalle forme dell’antico modellamento glaciale, il paesaggio appare stravolto da un gigantesca frana avvenuta durante l'alluvione dell'ottobre 2000. Le vaste proporzioni di questo movimento gravitativo hanno sconvolto la valle del torrente Urtier tra Cogne e Lillaz, nei pressi del piccolo abitato di Champlong.

 

SAINT-NICOLAS

Il villaggio di Saint-Nicolas deve buona parte del suo fascino al terrazzo sul quale sorge; la sua posizione dominante, infatti, ci permette di voltare lo sguardo a 360 gradi su alcune delle cime più belle della Valle d'Aosta e di ammirarne il paesaggio in tutta la sua bellezza. E la natura stessa di questo ampio deposito di origine glaciale, insieme ad altri fattori, ha fatto sì che vi si affiancasse un fenomeno geomorfologico particolarmente affascinante: quello dei calanchi e delle piramidi di terra

 

EMARÈSE

A mezz'ora di cammino dal centro della frazione di Erésaz (comune di Emarese) si raggiunge la "Borna da ghiasa" ovvero "buco del ghiaccio", così chiamata proprio per le temperature gelide ivi presenti tutto l'anno; fino a qualche anno fa l'anfratto costituiva un'ottima ghiacciaia utile alla conservazione degli alimenti durante la stagione estiva. Poco a Est di Erésaz si nota un'ampia depressione nel terreno; il Lago di Lot, in realtà, si riempie solo sporadicamente e per questo motivo viene chiamato dagli abitanti del luogo "Lago Fantasma". Ancora più a Est, proseguendo lungo il sentiero che conduce a Challant, dopo aver attraversato le falde detritiche, si giunge al Bec de l'Uja, un pinnacolo roccioso la cui forma ricorda appunto il becco dell'aquila, da cui il nome.

 

VOLLEIN

Il geosito di Vollein, nel comune di Quart, racchiude su una superficie limitata diversi aspetti geologici, geomorfologici e culturali di assoluto rilievo. In particolare, sono evidenti le tracce del modellamento glaciale, associate ad un grande fenomeno franoso che interessa tutto il versante meridionale del monte Croix de Fana, dalla sua sommità fino all’asse della Dora Baltea. Nella zona a sud-ovest rispetto all'abitato di Vollein, è visitabile un geosito che in tempi geologici ha subito essenzialmente due fenomeni di cui oggi osserviamo le manifestazioni: il primo, legato alle grandi glaciazioni del passato, lasciò qui evidenti tracce di morfologia glaciale (dosso striato e massi trasportati); il secondo fenomeno si è con ogni probabilità imposto solo in un tempo successivo, quando il versante subì un lieve e lentissimo scivolamento verso il basso causando spaccature nella roccia, evidenti deformazioni e profonde trincee.

 

COMBA D'OREIN

Si trova nel Comune di Valpelline. Il ghiacciaio d'Orein Sud, ormai in buona parte ritiratosi all'ombra della Becca des Lacs (3470 m) e della Gran Becca Blanchen (3680 m) separate tra loro dall'ampia depressione del Colle della Sassa, ha dato origine ad uno spettacolare anfiteatro morenico; la presenza di una colorazione nettamente diversa tra le morene destra e sinistra è dovuta al fatto che l'azione glaciale è avvenuta proprio in corrispondenza di un contatto tettonico tra le due diverse unità geologiche di Valpelline e di Arolla.

 

ROCK GLACIER ED ORRIDO DEL FOND

La testata della Val di Rhêmes presenta motivi di interesse geologico e geomorfologico di eccezionale valore: un paesaggio dolomitico unico in tutta la Valle d'Aosta, la testimonianza dell'attività dei ghiacciai quaternari associata a forme della sfera periglaciale e uno spettacolare orrido inciso dal torrente Dora di Rhêmes situato poco a monte del rifugio Benevolo.

Alla testata della Val di Rhêmes si apre uno scenario caratterizzato da un ambiente calcareo-dolomitico unico in tutta la Valle d'Aosta che fa da sfondo ad elementi geomorfologici appartenenti alla sfera periglaciale, al glacialismo recente e passato, ed all'erosione legata all'acqua. Tra queste forme due suscitano un particolare interesse: il rock glacier e l'orrido del Fond. Il rock glacier, letteralmente "ghiacciaio di pietra", è la forma più evidente legata sfera periglaciale e si presenta come una ampia colata detritica posta ad Est rispetto al rifugio Benevolo. L'orrido del Fond costituisce invece uno splendido esempio di erosione fluviale: deve la sua forma al tipo di roccia in cui è impostato costituito dai più bei affioramenti di depositi di mare poco profondo presenti nella regione. Questo settore rientra, in parte, all'interno dei confini del Parco Nazionale del Gran Paradiso.

 

LE MACINE DELLA VALMERIANA

Nel sentiero tra l'Alpe Valmeriana (Pontey) e Bellecombe (Châtillon), chiamato anche "Strada del Sole" in quanto disseminato di splendidi resti di antiche macine abbozzate nella roccia che ricordano rappresentazioni di dischi solari risulta evidente la presenza di una roccia che grazie alle sue particolari proprietà è stata sfruttata fin dall'antichità per la produzione di macine da granaglie e di pentole in pietra ollare. Questa roccia è caratterizzata da una matrice cloritico-talcosa "tenera" e dunque facilmente lavorabile a mano e al tornio, e dalla presenza di granati rossi e da cloritoidi neri, minerali di elevata durezza e dal notevole potere abrasivo utili nella macinazione delle granaglie. Le macine erano estratte e sgrezzate; successivamente, dopo essere state caricate su slitte, venivano condotte verso il fondovalle, dove probabilmente erano immagazzinate e rifinite. Il materiale estratto venne utilizzato fino a tempi più recenti anche per la tornitura di vasi e di pentole ollari (tornio ad alimentazione idraulica). Fino a poco tempo fa era ancora possibile osservare nei pressi della fornace per la fusione del ferro, risalente al XVII secolo, un vasto cumulo di scarti (tenoni o maschi) che risultavano all'interno dei vasi a tornitura completata.