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Fauna

In un territorio poco esteso, la Valle d'Aosta ospita una grande varietà di ambienti e di specie animali.

Lo stambecco vive solo a quote molto elevate, dove, grazie alla sua straordinaria agilità, sfrutta qualsiasi macchia di verde, anche sui costoni rocciosi più impervi. Negli stessi ambienti vive anche il camoscio. Un rarissimo esemplare di stambecco bianco è stato avvistato nel 2007 alle pendici del Monte Emilius. Negli ultimi decenni, la popolazione di cervi è in costante aumento, grazie anche alle ampie zone boschive della Valle d'Aosta.  Ben diffuso è il capriolo. Recentemente ha lasciato tracce della sua presenza la lince, di cui si attende ancora un ritorno certo e definitivo. La volpe si trova invece in tutti gli ambienti e a tutte le quote. La marmotta e la lepre variabile sono, tra gli animali d'alta montagna, i più emblematici fra i piccoli mammiferi. L'ermellino, che in inverno assume un manto bianco mimetico, la piccola donnola, la faina, la martora e il tasso, pur presenti, sono difficilmente avvistabili. Tra i volatili occorre menzionare il fagiano di monte e l'aquila reale, oltre ad un altro grande rapace, il gipeto, da poco reintrodotto dopo oltre 70 anni di totale scomparsa della popolazione alpina

 ANIMALI SELVATICI

Anche noi troviamo triste vedere un cucciolo di animale selvatico in un prato, nel bosco, a fianco della strada, che, stremato, ci guarda con occhi languidi.

L’uomo, intenerito e spinto da un impulsivo istinto di sentirsi “amico degli animali”, raccoglie il cucciolo, lo accarezza, lo rifocilla, lo rimette dove lo ha trovato e…… lo UCCIDE.

Sembrerebbe un controsenso ma, cercando di portargli aiuto, l’uomo lascia sull’animale si lascia un fortissimo odore che, fiutato dalla mamma del cucciolo, viene immediatamente inteso come segnale di pericolo; non si avvicinerà mai più al cucciolo che, in tal modo, morirebbe in poco tempo.

Prelevare il cucciolo e portarlo al Corpo Forestale non migliorerebbe la situazione: proprio per i suddetti motivi il cucciolo non sarebbe rimesso in libertà, per cui sarebbe allevato in qualche centro di recupero e lì vivrebbe il resto dei suoi giorni.

Se non vuoi uccidere il cucciolo o condannarlo a vivere dove questi non vorrebbe….non devi toccarlo né, tantomeno, dargli da mangiare.

Anche il semplice dare da mangiare agli animali selvatici, senza avvicinarli, è scorretto, perché significa non lasciar operare la natura: involontariamente verranno modificati, infatti, gli istinti della specie e si favorisce l'affermarsi di patologie (anche con andamento epidemico), lo scadimento qualitativo della popolazione e gravi squilibri nelle dinamiche di popolazione.

Lasciare, invece, che gli animali si “arrangino”, porta a selezionare solo quelli più forti sia dal punto di vista genetico, sia dal punto di vista comportamentale, contribuendo a mantenere un certo equilibrio tra vegetazione e consumatori primari.

La selezione delle specie, nel corso dei millenni, è avvenuta in questo modo: perché dovremmo cambiarla noi?

Inoltre, gli animali selvatici potrebbero reagire anche in modo aggressivo.

Volpi, marmotte, stambecchi, camosci, cervi, ecc. non devono ricevere il nostro aiuto, se non in particolari circostanze, come, ad esempio, nel caso di incidenti automobilistici: anche in questo caso non bisogna toccare l’animale, ma avvertire telefonicamente il Corpo Forestale Valdostano (numero gratuito di pronto intervento  1515, attivo 24 ore su 24).

Gli animali selvatici non vanno avvicinati, così potranno mangiare tranquilli e vivere meglio!!!

RISERVE NATURALI

Sono nove le riserve naturali presenti in Valle d’Aosta:

- Côte de Gargantua

- Lago di Lozon

- Lago di Villa

- Les Iles

- Lolair

- Marais

- Mont Mars

- Stagno di Holey

- Tsatelet